Secondo successo consecutivo, quarto in assoluto (tutti concentrati negli ultimi dieci anni); il matrimonio fra la Spagna e la Coppa Davis è più saldo che mai.

Cento anni per sbloccarsi: prima edizione nel 1900 vinta dagli americani, primo trionfo spagnolo nel 2000, l’unico pre-Nadal. Il bis nel 2004 segnato dall’esplosione del maiorchino che ruba la scena a Moya e Ferrero portando il punto decisivo nella finale contro la Francia.
Poi un brutto triennio, il matrimonio vacilla, fuori agli ottavi contro la Slovacchia (2005) e la Bielorussia (2006) e ai quarti contro gli Usa (2007), sempre giocando in trasferta. La passione per il rosso della terra: quando la superficie è diversa si soffre.
Tre delusioni in cui Nadal entra solo di striscio, sconfitto nel doppio contro la Slovacchia, assente nei due anni successivi.
Il 2008 è l’anno della rinascita anche perché c’è una novità: si vince fuori casa. Si passa a Lima e Brema eliminando Perù e Germania, semifinale a Madrid contro gli Stati Uniti e poi l’impresa a Mar de Plata - senza Nadal - nella finale contro l’Argentina. La vittoria porta la firma di Verdasco e Feliciano Lopez.
Una squadra compatta la Spagna, un movimento che trascende dal fenomeno. Conferme nella Davis 2009, giocata questa volta tutta in casa. Agli ottavi annientata la Serbia di Djokovic poi, di nuovo senza Nadal, fuori Germania e Israele, riscoprendo il talento di Ferrero. A contendere la preziosa “insalatiera” resta solo la Repubblica Ceca, trascinata da Berdych e Stepanek.
Si gioca a Barcellona. Il rientrante Nadal doma facilmente Berdych (7-5, 6-0, 6-2), nell’altro singolare della prima giornata Ferrer ha la meglio su Stepanek al quinto set dopo essere stato sotto di due (1-6, 2-6, 6-4, 6-4, 8-6). Primo championship point iberico con il doppio: F. Lopez e Verdasco contro i tuttofare Berdych-Stepanek. La sfida parte equilibrata, il primo set è spagnolo dopo il tie-break. Il secondo vede ancora avanti i padroni di casa (7-5). Gli slovacchi pagano mentalmente e fisicamente, e crollano 6-2 al terzo. Nadal e Ferrer arrotondano il risultato finale: 5-0 e trionfo spagnolo. Arrivederci a marzo, quando agli ottavi toccherà alla Svizzera.
Riccardo Marchese








Ottimismo dilagante: da Reggio Calabria era salito verso nord inarrestabile. A scatenarlo il forfait di Serena Williams, un regalo non richiesto ma graditissimo. A ricordarlo i bookmakers: Italtennis strafavorita nella finale di Federation Cup, quota 1,20 (per vincere un euro bisognava puntarne 5). Eppure il monumento invocato dal ct Barazzutti andrebbe eretto davvero a queste ragazze. Secondo trionfo dopo l’impresa di Charleroi nel 2006, quando si dimostrò che la squadra può battere il fuoriclasse (3-2 al Belgio della Henin). Campionesse del mondo per la seconda volta in quattro anni, nel segno di Pennetta & Schiavone. I loro punti (9 vittorie su 10 incontri disputati, unica sconfitta per Flavia contro la Kuznetsova in semifinale) hanno reso formale il compito del doppio: Roberta Vinci e Sara Errani hanno sì sempre vinto, ma sempre a risultato già acquisito (non una colpa che le sminuisca).
