L'Italia chiude con dieci medaglie la rassegna iridata di casa. Nel medagliere dominano Stati Uniti e Cina.
Rivivere Fukuoka. La speranza era questa e non è andata delusa. I Mondiali di nuoto di Roma riconsegnano un'Italia capace di arrivare in doppia cifra per numero di medaglie (non accadeva proprio dall'edizione giapponese del 2001) e di conquistare nel solo nuoto fra le corsie tre titoli mondiali (non era mai successo).
Dieci medaglie: 4 ori, 1 argento, 5 bronzi. Il 90% arriva delle ragazze, mentre gli uomini salvano la faccia grazie all'impresa di Valerio Cleri nella massacrante 25 Km di fondo. Numeri che fanno piacere ma che non sono tutto: rispetto all'ultima edizione di Melbourne il miglioramento quantitativo è di una sola medaglia, ma la qualità, che poi fa il posto nel medagliere, è tutt'altra cosa. Il balzo è dal solo oro conquistato da Magnini ai quattro romani che voglion dire 7° posto.
Mondiale italiano che resterà nella memoria come il Mondiale di Federica Pellegrini. Due ori con record del mondo nei 200 e nei 400 stile, un mezzo miracolo nella staffetta 4x200 che per poco non porta al bronzo. Dominatrice assoluta sulle sue distanze, capace di offuscare in parte la beniamina di casa Alessia Filippi, che dopo l'oro nei 1.500 non è riuscita a centrare la doppietta negli 800, restando comunque sul terzo gradino del podio, nella gara che la vide argento olimpico.
Il futuro sono loro. Peccato che Londra sia però ancora lontana. Un'occasione invece per la squadra maschile che esce con le ossa rotte dal Mondiale di casa: neppure una medaglia in vasca, non accadeva da 15 anni (Roma '94). Dal canto loro che Londra non sia dietro l'angolo non appare affatto uno svantaggio.
Il sito ufficiale dei Mondiali di Nuoto Roma2009
Le medaglie del nuoto fra le corsie
Riccardo Marchese