lunedì, 12 ottobre 2009
Il c.t. dell'Italia del nuoto aveva 66 anni. Aveva subito un intervento al cuore ad inizio settembre.


Alberto Castagnetti con Federica Pellegrini
Per chi segue il nuoto oggi è un giorno triste. È morto Alberto Castagnetti, c.t. della nazionale dal 1987, l’allenatore dell’Italia del boom, di Sidney 2000, di Fioravanti prima della Pellegrini poi. Sotto la sua guida una miriade di successi: dall’oro mondiale di Giorgio Lamberti a Perth 1991 ai trionfi nel mondiale di Roma del luglio scorso della Pellegrini e della Filippi. Passando obbligatoriamente per le medaglie a cinque cerchi: 14 in sei olimpiadi, di cui 4 ori (2 Fioravanti, Rosolino, Pellegrini), i primi per la storia azzurra.

Difficile spiegare a chi non l’abbia mai sentito parlare di nuoto la sua totale passione e la sua disponibilità anche con i media. Altro che le irritanti conferenze stampa degli strapagati manager del calcio, Castagnetti era sempre pronto a chiarire le sue decisioni, a parlare con franchezza di tutto, senza frecciatine, senza malizie, pronto a scusarsi degli errori commessi.
Anche questo lo rendeva un allenatore modello. Con lui Federica Pellegrini si è ritrovata, superando un momento non facile della sua carriera. Un secondo padre lo ricordava lei, la mia quarta figlia replicava lui. C’era da crederlo: le sue lacrime dopo ogni successo non lasciavano dubbi.

Riccardo Marchese

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categoria:nuoto
martedì, 11 agosto 2009

L'Italia chiude con dieci medaglie la rassegna iridata di casa. Nel medagliere dominano Stati Uniti e Cina.

Federica Pellegrini. (Ansa)Rivivere Fukuoka. La speranza era questa e non è andata delusa. I Mondiali di nuoto di Roma riconsegnano un'Italia capace di arrivare in doppia cifra per numero di medaglie (non accadeva proprio dall'edizione giapponese del 2001) e di conquistare nel solo nuoto fra le corsie tre titoli mondiali (non era mai successo).

Dieci medaglie: 4 ori, 1 argento, 5 bronzi. Il 90% arriva delle ragazze, mentre gli uomini salvano la faccia grazie all'impresa di Valerio Cleri nella massacrante 25 Km di fondo. Numeri che fanno piacere ma che non sono tutto: rispetto all'ultima edizione di Melbourne il miglioramento quantitativo è di una sola medaglia, ma la qualità, che poi fa il posto nel medagliere, è tutt'altra cosa. Il balzo è dal solo oro conquistato da Magnini ai quattro romani che voglion dire 7° posto.

Mondiale italiano che resterà nella memoria come il Mondiale di Federica Pellegrini. Due ori con record del mondo nei 200 e nei 400 stile, un mezzo miracolo nella staffetta 4x200 che per poco non porta al bronzo. Dominatrice assoluta sulle sue distanze, capace di offuscare in parte la beniamina di casa Alessia Filippi, che dopo l'oro nei 1.500 non è riuscita a centrare la doppietta negli 800, restando comunque sul terzo gradino del podio, nella gara che la vide argento olimpico.

Il futuro sono loro. Peccato che Londra sia però ancora lontana. Un'occasione invece per la squadra maschile che esce con le ossa rotte dal Mondiale di casa: neppure una medaglia in vasca, non accadeva da 15 anni (Roma '94). Dal canto loro che Londra non sia dietro l'angolo non appare affatto uno svantaggio.

Il sito ufficiale dei Mondiali di Nuoto Roma2009

Le medaglie del nuoto fra le corsie

Riccardo Marchese  

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categoria:nuoto, roma2009
mercoledì, 29 luglio 2009

Dopo l'oro con record del mondo nei 400 sl Federica Pellegrini ottiene lo stesso risultato nei 200. Per l'Italia è il terzo oro nelle sole gare in vasca, non era mai successo ad un Mondiale!  

Federica Pellegrini, 22 anni. Ansa

1'52''98. Questo non si cancella più. Tolti i supercostumi - come sembra che sarà - ci vorranno dei decenni per scendere di nuovo sotto il muro dell'1'53'' nei 200 stile femminile. Ma è ovvio che oltre al "mezzo tecnologico" Federica c'ha messo del suo, altrimenti non si spiegherebbe un vantaggio di quasi due secondi (1''98) sull'americana Schmitt, argento, e di 2''66 sull'altra statunitense Vollmer, medaglia di bronzo.

MI FERMO Una gara - l'ultima individuale nel mondiale come dichiarato dalla stessa Pellegrini - condotta in modo esemplare, senza strafare all'inizio e con parziali da 50 metri mai sopra ai 29 secondi. Un passaggio a metà fatica di 55''60 che chiamerebbe a un crono importante nei 100. Ma per Federica e tutti noi va bene così. Niente sfida neppure con la Filippi negli 800, ma va benissimo così. Magari il massimo sarebbe se domani entrambe riuscissero a costruire qualcosa di importante nella staffetta lenta.

"FENOMENE" Pellegrini più Filippi uguale già 3 ori e non è ancora finita. L'Italia si ritrova con due atlete straordinarie che portano il nuoto azzurro ad altezze mai raggiunte prima. Ma occhio a sbalordirsi troppo. Il movimento italiano non può essere solo Federica e Alessia come è stato purtroppo finora a Roma. La squadra maschile è in grande affanno, non arrivò a medaglie a Pechino la scorsa estate e faticherà a farlo qui nel mondiale di casa: bruciate le carte Terrin e Magnini (quest'ultimo fuori in semifinale con il 9° tempo nei suoi 100 sl) restano Marin nei 400 misti e Colbertaldo (buon 4° negli 800 con il nuovo record europeo) nei 1.500, mentre per la staffetta 4x200 sl si prevede un epilogo senza gloria.
In definitiva con lo stesso numero di gare disputate a Melbourne 2007 gli italiani in finale furono 8, qui a Roma 5. Si perde in quantità, ma si centuplica il valore del raccolto, un argento e un bronzo contro tre ori. Ritraducendo l'Italnuoto è meno squadra ma ha trovato due "fenomene".

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Riccardo Marchese

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categoria:nuoto, roma2009
martedì, 28 luglio 2009

Terzo oro azzurro ai Mondiali di nuoto di Roma: Alessia Filippi con una magistrale rimonta vince l'oro nei 1.500 sl davanti alla danese Friis.
Pellegrini record del mondo nella semifinale dei 200 sl.

ApIl terzo giorno di gare in piscina porta all'Italia il terzo oro del suo mondiale. Dopo quelli di Valerio Cleri nella 25 km di fondo e di Federica Pellegrini nei 400 sl, tocca alla romana Alessia Filippi imporsi davanti al suo pubblico nella gara dei 1500 sl (15'44''93 il suo crono).

RIMONTA La sfida è con la danese Friis che parte fortissima e si porta dietro la romena Potec. Ai 400 metri Alessia, entrata in finale con il 5° tempo, è dietro di poco più di 3 secondi. Ma i 1.500 sono disputa lunga. 
A metà gara la storia inizia a cambiare, l'azzurra parte in progressione e contemporaneamente le avversarie rallentano. Alla virata dei 1.000 metri una straordinaria Filippi è davanti per un centesimo.
La regolarità è la sua forza e sei vasche più in là il vantaggio è salito a quasi due secondi. Ora bisogna solo tenere. La danese prova un ultimo disperato attacco nel 50 finale quando ormai è troppo tardi.  

FUTURO ROSA Un'Alessia diversa, come lei stessa si è definita, vince così la sua prima medaglia d'oro fuori dai confini europei, prima assoluta ad un mondiale. Farlo per giunta nella sua Roma dà al tutto un sapore particolare.
Ma i suoi impegni non sono terminati, tutt'altro: giovedì 30 proverà ad unire le sue forze a quelle di Federica Pellegrini e delle altre ragazze della 4x200 sl. Poi sabato 1° agosto dovrà difendere il podio olimpico negli 800 sl (è iscritta anche ai 200 dorso ma potrebbe rinunciare) per giocarsi infine tutto quello che le è rimasto nella gara che l'ha fatta conoscere ai più, i 400 misti.
Domani intanto grandi attese e speranze per la Pellegrini nella gara dei 200 sl. In semifinale Federica ha dato grande prova di forza facendo segnare il nuovo record del mondo in 1'53''67. 

QUOTE AZZURRE L'unico sorriso finora fra gli uomini lo strappa Federico Colbertaldo che si qualifica alla finale degli 800 sl con il nuovo record europeo in 7'44''29. Delusione per Terrin che esce in semifinale nei 50 rana a causa di un arrivo sbagliato.
Domattina toccherà a  Filippo Magnini entrare in acqua per la sua gara, i 100 sl, con molte incognite legate soprattutto ad una frazione non entusiasmante nella staffetta 4x100 sl che ha concluso al quinto posto (fu argento a Melbourne). Un test importante che di riflesso farà capire le reali possibilità anche dell'altra staffetta maschile alle prese con i guai fisici di Marco Belotti.

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Riccardo Marchese

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categoria:nuoto, roma2009
domenica, 26 luglio 2009

Federica Pellegrini vince i 400 sl con il nuovo record del mondo (3’59’’15), prima volta di una donna sotto i 4 minuti.

Federica Pellegrini, 20 anni. (GazSport)

Era tutto atteso ma vederlo realizzare tra uno sbandierio di tricolori fa un certo effetto. Federica Pellegrini abbatte il muro dei 4 minuti nei 400 sl e si aggiudica la sua prima medaglia d’oro ad un Mondiale.

VECCHIE STORIE Già. Strano il suo rapporto con questa manifestazione: a Montreal furono lacrime per non essere riuscita a superare la francese Figues in un incredibile testa a testa, poi a Melbourne il clamore di un record del mondo in semifinale che diventa solo un bronzo nel gioco che vale le medaglie e che si porta via anche il suo primato. Ma quella era la maledizione dei 200 stile, che a Pechino sembra diventare la maledizione delle finali. Nei 400 di cui è primatista del Mondo è solo quinta, ma la sua reazione nei 200 sl è straordinaria: oro e record. Basta tarli.

VECCHI AFFANNI Ma qualcosa continua a non funzionare. La fine del 2008 è il periodo dei nuovi assilli: agli Assoluti di Genova si ferma durante la gara degli 800 sl per un malore e tre settimane dopo al campionato invernale a squadre, a Viterbo, rinuncia ai 400 sl per una sorta di attacco di panico. Aspetti di una fragilità che a volte riemerge, ma che oggi fortunatamente non ha fatto neppure capolino.

LA GARA Anzi, d'autorità Federica entra in finale con il miglior tempo anche se dichiara di sentirsi eccessivamente stanca per aver nuotato 4'01'' (come se fosse semplice!).
L'impresa a cui è chiamata nel pomeriggio romano è nota: guardare con un oro al collo oltre il muro dei 4 minuti. Rispetto al mattino parte più lenta, la gara va distribuita in maniera diversa. Meglio. Dai 50 m in poi le avversarie restano comunque sempre dietro. Il primo 100 è coperto in 58''66 ora bisogna gestirsi. A metà gara 1'59''42, da lì in avanti l'accelerazione è costante e il vantaggio cresce. Le ultime due vasche fanno la differenza: 29''86 ad andare e 29''36 in chiusura. Totale 3'59''15. Oro e tripudio. 

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Riccardo Marchese

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