lunedì, 01 giugno 2009

Menchov resiste ad una settimana di attacchi, marca stretto Di Luca (secondo) e si aggiudica la corsa rosa del centenario. Completa il podio Pellizotti che precede i più accreditati Sastre, Basso e Leipheimer.

Il podio del 92° Giro d'Italia. (GazSport)

La classifica finale del Giro d'Italia 2009 (Gazzetta)

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

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giovedì, 21 maggio 2009

Il russo della Rabobank, già vincitore della Vuelta nel 2005 e nel 2007, si aggiudica la lunghissima cronometro delle Cinque Terre e, staccando Di Luca di 1'54'', indossa la sua prima maglia rosa.  

Nei 60 km tra Sestri Levante (Ge) e Riomaggiore (Sp) il più veloce è Denis Menchov. (GazSport)

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia).
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venerdì, 15 maggio 2009

L'abruzzese veste il primato sull'Alpe di Suisi, tappa a Menchov che lo batte in volata. Bene anche Basso, Leipheimer e Sastre. Soffre Simoni, mentre crollano Cunego e Armstrong.

Danilo Di Luca, quarta maglia rosa del Giro 2009. (GazSport)

Speciale Giro d'Italia: risultati, ckassifiche e resoconti tappa per tappa.
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mercoledì, 13 maggio 2009

Lovkvist (Team Columbia) è la terza maglia rosa diversa in quattro tappe. Prima di lui Cavendish - grazie alla cronosquadre - e Petacchi, vincitore di due volate. Il primo arrivo in salita è di Danilo Di Luca che regola Garzelli allo sprint. Male Armstrong.

Danilo Di Luca vince la prima tappa di montagna: dietro di lui Garzelli e Pellizotti. (GazSport) 

Quattro giorni di Giro d’Italia, cento anni dopo il primo ma solo 92.a edizione, ci dicono già tante cose.

LANCE CROLLA? Innanzi tutto che Armstrong (Astana), il grande rientrante, forse non bluffava: la sua condizione non è al meglio, a causa anche del recente infortunio alla spalla, e al Giro è venuto davvero per aiutare i suoi compagni, Leipheimer e Popovych su tutti.
Si possono spiegare così i 15 secondi di ritardi pagati dall’americano sul traguardo di San Martino di Castrozza, primo arrivo in quota della corsa rosa. Perché al di là del puro dato cronometrico, certamente non così grave da essere irrimediabile, vi sono due aggravanti: la prima riguarda le non-difficoltà dell’ascesa finale, quasi 14 Km con una pendenza media del 5,5%, la seconda il modo in cui Armstrong l’ha affrontata, da quasi subito in difficoltà a tenere il ritmo del pur numeroso gruppo. Fosse un altro non staremmo neppure qui a discutere, ma al "tiranno di Francia" va comunque concessa una prova d'appello.

IL RITORNO DI ALE-JET Prima delle Dolomiti, in un Giro disegnato in modo atipico, c’era stato spazio per i velocisti. Due tappe da volata, due volate, due vittorie di Petacchi (Lpr) che grazie ai relativi abbuoni (20” al primo, 12” al secondo e 8” al terzo nelle tappe in linea) ha potuto rindossare la maglia rosa a distanza di 6 anni. Una grande gioia per lo spezzino, ormai 35enne, che si era visto cancellare i suoi ultimi 5 successi al Giro, nel 2007, per l’abuso di un farmaco contro l’asma.

LPR-FARNESE Una maglia rosa che Petacchi aveva strappato al britannico Mark Cavendish (Team Columbia) consegnandola dopo un solo giorno allo svedese Lovkvist (sempre Team Columbia-High Road). Ma la Lpr di Petacchi si è consolata aggiudicandosi il terzo successo di tappa consecutivo. Dopo i due del velocista ha timbrato Danilo Di Luca, battendo in una volata ristretta Stefano Garzelli (Acqua&Sapone) e Franco Pellizzotti (Liquigas).

Speciale Giro d'Italia: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa.

Riccardo Marchese

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martedì, 07 ottobre 2008

Dopo Riccò e Sella è stata accertata anche la positività di Piepoli, già sospeso dalla sua squadra a luglio. La sostanza è sempre l'epo di terza generazione. Fermato anche il tedesco Schumacher.

Leonardo Piepoli, 37 anni, in azione all'ultimo Tour. Reuters

Ci sono imprese ciclistiche che vanno dimenticate, cancellate. Per restare solo all'ultimo Tour, finora, sono cinque: le due crono pazzesche di Stefan Schumacher, i due acuti di Riccardo Riccò e la vittoria di Leonardo Piepoli ad Hautacam, in quello che era il tappone della Grande Boucle 2008.

Andando un po' più indietro nel tempo, fino a maggio, al Giro d'Italia, dovremmo buttare nel dimenticatoio almeno altre cinque tappe, fra le più belle. E' difficile infatti pensare che un imbroglione abbia cominciato a barare proprio nel momento in cui sia stato sorpreso.
La tripletta di Sella (positivo ad un controllo fuori competizione in agosto) e la doppietta di Riccò per gli appassionati non esistono più. Loro le potranno salvare con le solite scuse ("...ho assunto la sostanza x solo in questa corsa, prima ero pulito...") ma agli occhi della gente non sarà così. C'è inoltre la difficoltà-(impossibilità?) nel rintracciare l'EPO di terza generazione prima del Tour, un pesante indizio per gli accusatori.

Il quadro è nero e a renderlo nerissimo ci ha pensato qualche settimana fa Ivano Fanini, presidente della squadra "Amore & Vita-Mc Donald's".
In un intervista rilasciata alla Stampa ha accusato in toto il sistema ciclistico. Leggete, nella speranza che non sia tutto vero:

http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/ciclismo/200809articoli/16797girata.asp

Riccardo Marchese

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