mercoledì, 02 dicembre 2009

Venerdì 4 dicembre, Città del Capo: il primo mondiale africano nella storia del calcio è pronto a scrivere parte della sua storia.

Comporre i gironi, mettere il nome delle nazionali partecipanti in quella griglia che porta dritti al titolo. Perché se è vero che le sfide decisive sono inevitabilmente gli scontri diretti (dunque dagli ottavi in poi), è pur vero che il cammino di una nazione e i suoi incroci (pericolosi o meno) li sapremo già venerdì.
L’Italia è in prima fascia, con noi i padroni di casa Sudafricani - inseriti già nel gruppo A per giocare la gara inaugurale – e le prime sei squadre del ranking Fifa di ottobre 2009: Brasile, Spagna, Olanda, Germania, Argentina, Inghilterra.
Grida allo scandalo la Francia. I transalpini erano speranzosi che la Fifa avesse considerato il ranking di novembre (con loro e il Portogallo più avanti di Inghilterra e Argentina) ed ora sono convinti di essere stati puniti per la mano “malandrina” di Henry. Più chiarezza dall’organismo che organizza il mondiale non guasterebbe.
Per la creazione delle altre tre fasce si è seguita la variabile geografica. Nell’urna 2 le squadre asiatiche (Australia, Giappone e le due Coree), le centroamericane (Usa, Messico, Honduras) e la Nuova Zelanda, rappresentante dell’Oceania.
Nell’urna 3 vanno le cinque africane (Camerun, Costa d’Avorio, Algeria, Nigeria e Ghana) e le tre restanti sudamericane (Cile, Paraguay, Uruguay); infine nella quarta tutte le europee escluse le teste di serie (Francia, Portogallo, Svizzera, Grecia, Serbia, Danimarca, Slovacchia e Slovenia).

SULLA CARTA Vista la suddivisione per zone geografiche i pericoli sono un po’ ovunque. Dalla seconda urna pescheremmo volentieri Corea del Nord, Honduras o Nuova Zelanda (anche se questi ultimi ci hanno fatto soffrire in amichevole a giugno). Meglio evitare gli Usa (ricordando anche la loro buona Confederations Cup) e la solida Australia.
Urna 3: difficile scegliersi un avversario, pistola alla tempia Algeria o Nigeria. La Costa d’Avorio trascinata da Drogba e il Paraguay di Cabanas (possibile sorpresa del torneo) le temibili.
Chiudiamo con l’urna 4, in cui spiccano Francia e Portogallo. L’ideale sarebbe una fra Grecia e Slovenia, ma vuoi mettere ritrovare Domenech…

Riccardo Marchese

postato da: RiccardoSS alle ore 23:27 | Permalink | commenti
categoria:calcio, la nazionale
martedì, 29 settembre 2009

L’Inter cade a Marassi contro la Samp, Juventus fermata in casa dal Bologna: doriani soli al comando. Risalgono Fiorentina e Udinese.

Sesto turno, anticipo delle 18, un fulmine a ciel sereno “riapre” il campionato: Sampdoria batte Inter 1-0, gol di Pazzini e primo posto in classifica per i blucerchiati. Non è una storia da una notte e via perché la Juventus, il giorno dopo, si fa rimontare nei minuti di recupero dal coriaceo Bologna di Papadopulo (1-1), sprecando la prima, importante, possibilità di allungo in classifica.
I bianconeri, al secondo pareggio consecutivo dopo il 2-2 col Genoa, restano comunque l’unica squadra ancora imbattuta del torneo, ma la festa è tutta blucerchiata: dopo 18 anni la Sampdoria torna in vetta da sola, l’ultima volta accadde nella stagione 1990-’91, quella dell’ultimo e unico scudetto.

Approfitta delle debacle dei bianco-nero-azzurri la Fiorentina, che passa nel derby a Livorno (0-1), grazie ad un rigore trasformato da Jovetic, e raggiunge al terzo posto l’Inter con 13 punti (-2 dalla testa, -1 dalla Juve).
Prova a farsi sotto anche l’Udinese vittoriosa per 2-0 contro il Genoa e “statisticamente” squadra più in forma del campionato: i friulani hanno raccolto 10 punti nelle ultime quattro giornate facendo meglio di chiunque altro. Momento no invece per il Genoa che in sette giorni e tre sfide (Chievo, Juve e appunto Udinese) ha racimolato solo un punto.

Non si sblocca neppure il Milan, 0-0 a San Siro con il Bari, e anzi si aggrava il bilancio dell’attacco rossonero: in 6 partite solo 3 reti, di cui due segnate da Pato alla prima giornata. Resta un gol in cinque turni, un disastro!
 
Torna a sorridere il Napoli: con il solito Hamsik (doppietta e già cinque gol) batte il Siena (2-1) al San Paolo. Fanno rumore le dichiarazioni del presidente De Laurentiis che accusa senza mezzi termini la gestione sportiva del dg Pierpaolo Marino. Divorzio inevitabile.
 
Vittoria corsara - è la seconda di fila dopo Bari - per il Cagliari a Parma (0-2) mentre le romane pareggiano con lo stesso punteggio (1-1), la Roma a Catania e la Lazio in casa con il Palermo. Completa il turno un altro X quello fra Chievo e Atalanta, per i bergamaschi è il secondo punto in campionato, raffronto impietoso con lo scorso anno: -10

Riccardo Marchese

postato da: RiccardoSS alle ore 10:00 | Permalink | commenti (1)
categoria:calcio
venerdì, 25 settembre 2009
L'Inter batte il Napoli (3-1) e raggiunge in testa la Juventus bloccata sul pari nel posticipo dal Genoa (2-2). Si ferma la Samp sconfitta a Firenze, vola il Parma. 

Milito esulta per il suo quinto gol in campionato. (Reuters)

Mourinho torna al comando, seppur insieme alla Juve. È questa la novità che ci lascia il primo turno infrasettimanale del campionato. L'Inter, con Mou in tribuna per squalifica, passeggia sul Napoli di Donadoni chiudendo la pratica già nella prima mezz'ora di gioco: Eto'o, Milito, Lucio, 3-0 e partita finita. I partenopei accorciano con Lavezzi, ma non si rendono mai realmente pericolosi nella ripresa.
 

L'Inter sale così a quota 13 punti, si vive il primato solitario per un giorno, prima di essere riagganciata dalla Juventus. I bianconeri, impegnati nell'insolito posticipo del giovedì a Marassi, danno vita ad una spettacolare partita contro il Genoa. In vantaggio con uno splendido diagonale di Iaquinta si lasciano rimontare dai rossoblù con le reti di Mesto e Crespo (entrambe di testa) prima di trovare il pari definitivo con Trezeguet nel finale.
 

Una coppia al comando che difficilmente verrà più scalzata. Inter e Juve sono le squadre meglio attrezzate, hanno qualità, forza fisica e una panchina lunga: saranno loro a giocarsi lo scudetto.
Anche perché il Milan continua a tentennare. Ad Udine arriva la seconda sconfitta in 5 partite, un 1-0 timbrato Di Natale (settimo centro) che ricaccia i rossoneri già a -6 dalla vetta. Il dato più preoccupante è legato all'attacco: nelle ultime quattro giornate di campionato la squadra di Leonardo ha segnato un solo gol, quello di Seedorf contro il Bologna.
 

Dopo quattro vittorie si ferma la Samp di Cassano, battuta dall'orgoglio della Fiorentina (2-0) che reagisce subito alla figuraccia di Roma. I doriani restano terzi in classifica con 12 punti, 2 in più proprio dei viola, del Genoa e dello strabiliante Parma di Guidolin. Quest'ultimo con un consistente turn over (a casa Panucci e Biabiany, in panchina Paloschi e Morrone) mette in ginocchio la Lazio all'Olimpico (1-2 con rete decisiva di Nick Amoruso, in gol con l'undicesima squadra diversa in A). I problemi per il tecnico biancoceleste Ballardini stanno venendo fuori: è il terzo k.o. interno consecutivo considerando anche l'Europa League, competizione che peserà come un macigno sulla minuta rosa laziale. Una boccata d'ossigeno sarebbe risolvere il caso dei "dissidenti" LedesmaPandev, ma il lieto fine, con il macedone soprattutto, è assolutamente lontano.  
Sull'altra sponda del Tevere la cura Ranieri continua a dare perlomeno punti. Nel pantano di Palermo i giallorossi escono con un pareggio (3-3) ma anche con la certezza, data dall'aritmetica, di essere la peggiore difesa del campionato con 11 gol subiti.
 

In chiave salvezza importante successo esterno del Cagliari che espugna Bari (0-1) e del Bologna che al Dall'Ara regola il Livorno 2-0. Finiscono senza reti Atalanta-Catania (primo punto per gli orobici del nuovo tecnico Antonio Conte) e Siena-Chievo.
 

La Serie A 2009/2010 su Wikipedia
Riccardo Marchese
postato da: RiccardoSS alle ore 00:50 | Permalink | commenti
categoria:calcio
martedì, 22 settembre 2009

Condivisibile analisi di Mario Sconcerti su quello che possiamo definire ormai il "caso Cassano". Le motivazioni di Lippi non reggono più, l'attaccante doriano merita la Nazionale.



Corriere della Sera.it
.
 

Viene accettata ormai come fosse normale l’esclusione di Cassano dalla nazionale, mentre normale non è. Tut­ti dicono di sapere com’è Cassano, di quali stranezze sia capace, poi tutti dicono che si tratta ormai di un ragaz­zo completamente cambiato. Allora, dov’è la verità?.
 

Lippi dice di non convocare Cassa­no per motivi psicologici, non è chiaro se suoi, della squadra o di Cassano stesso. Se sono di Cassano siamo vici­ni a una spiegazione offensiva, quasi una discriminazione. Non vieni con­vocato perché sei diverso, perché tur­bi il gruppo. Non è una spiegazione ammissibile per l’esclusione di un gio­catore che vive stabilmente dentro un altro gruppo e ogni domenica fa il suo lavoro davanti agli occhi di tutti sen­za nessuna anomalia riconosciuta. Proviamo comunque a considerare Cassano un diverso. Lo è certamente nel modo di giocare che è poi la cosa più importante. Non c’è in Italia un attaccante migliore dal punto di vista tecnico.

Forse Totti, che è anche lui fuori dalla nazionale perché non gradito a un gruppo che lui ha lasciato per pri­mo. Forse Balotelli, altro diverso. Cas­sano è molto cresciuto, in campo è or­dinato, ha una follia quieta, estrema­mente concreta. La sua diver­sità è evidente ma è al servizio degli altri. Cosa possa fare fuori dal campo da renderlo un escluso di professione è il mistero più buio del calcio italia­no. Ma deve essere terribile se lo tiene fuori da una cosa a cui ha diritto con un’insistenza diabolica. Negli ultimi mesi sono arrivati in nazionale Crisci­to, Pepe, Rossi, Quagliarella e San­ton, Pazzini e Palombo della stessa squadra di Cassano, è tornato Mar­chionni, tutti giocatori ottimi, di pro­spettiva e valore ma lontani da Cassa­no.

C’è qualcosa di troppo insistito, di troppo serioso e profondo nella non scelta di Lippi per poter essere accet­tato a priori come legittima opinione. Cassano fa tutto quello che serve per aver diritto a giocare in nazionale. Escluderlo senza spiegazioni rasenta il sopruso e apre ormai un caso evi­dente. Che mistero racchiude il caso Cassano? Da dove nasce tanta intran­sigenza? Di quali casi e sentimenti si alimenta? Cassano è il migliore che abbiamo, non può essere liquidato come una semplice opinione del c.t. Devono es­serci spiegazioni più complesse, devo­no convincere. Né può reggere il pro­blema dell’equilibrio del gruppo. Non si mantiene un gruppo in armonia as­secondandone la crudeltà, convocan­do solo personaggi omogenei. È pessi­ma pedagogia.

Cassano non è un leader, non è l’uomo della provvidenza. Ma gio­ca a calcio come pochi e ha dentro la diversità che serve a cambiare le partite anche in pochi minuti. Se que­sto non basta è tempo di sapere per­ché.
 
MARIO SCONCERTI

 
postato da: RiccardoSS alle ore 15:14 | Permalink | commenti (1)
categoria:calcio
lunedì, 21 settembre 2009
Cassano porta i suoi per la prima volta al quarto successo consecutivo nelle prime quattro partite. Cade una capolista: il Genoa col Chievo. L’Atalanta perde ancora ed esonera Gregucci, arriva Conte.
 
 Cassano trascina la Samp. (TuttoSport)
Quarta giornata di campionato, 27 gol messi a segno, ben 20 dalle squadre di casa cosicché il fattore campo torna ad avere un ruolo importante. Da registrare infatti un solo successo in trasferta: lo ottiene l’Inter a Cagliari (1-2) grazie ad una stupenda doppietta di Milito. Per il “Principe” sono 28 gol in 35 partite di serie A, una media da brividi.
L’Inter sale a 10 punti, scavalca il Genoa sconfitto 3-1 a Verona dall’ottimo Chievo, e resta in scia della testa, ora occupata dalla coppia Juventus - Sampdoria. Non si fermano i bianconeri, 2-0 nell’anticipo di sabato sera al Livorno, ma ancor più sorprendentemente non conosce pause la marcia dei doriani, che battendo il Siena a Marassi (4-1) ottengono per la prima volta nella loro storia un poker di vittorie iniziali. Ancora a segno Mannini (terzo gol in tre partite giocate), ancora strepitoso Cassano, che delizia con assist geniali ed incendia sempre più il dibattito sulla sua esclusione dalla nazionale.

Soffre ma trova tre punti pesanti il Milan (1-0). In casa contro il Bologna decide una giocata di Seedorf, schierato ancora trequartista in luogo di Ronadinho. Il brasiliano, afflitto da una risibile influenza, rischia di diventare un peso nell’ambiente rossonero: troppo ingombrante per vivacchiare tra panchina e tribuna, troppo fuori forma per poter scendere in campo. Le sue qualità tecniche non si discutono, ma in questo momento il Milan non può permetterselo.

Serata di resurrezione per la Roma impegnata nel posticipo contro la Fiorentina. I giallorossi strapazzano i viola nel primo tempo con tre gol (doppio Totti che sale a 181 in A) e gestiscono bene il punteggio nella ripresa, incassando solo nel finale il gol della bandiera di Gilardino. Vittorie importanti (in questa fase lo sono sempre per dare un indirizzo alla stagione) anche per Parma e Bari: Guidolin e Zaccardo (suo il gol) consumano la vendetta degli ex contro il Palermo (1-0), mentre i galletti di Ventura sanciscono la crisi dell’Atalanta (4-1) e l’esonero di Gregucci. È già finita infatti l’esperienza sulla panchina orobica dell’ex tecnico del Vicenza (4 k.o. su 4 partite, score che aggiunto a quanto fatto nelle prime cinque giornate del campionato 2005/2006 alla guida del Lecce dà un bilancio non invidiabile di 8 sconfitte e un pari su 9 gare nella massima serie). Al suo posto l’Atalanta ha ingaggiato proprio l’ex allenatore del Bari Antonio Conte.

Infine due i pareggi: finisce senza reti Napoli-Udinese, sfida che aveva aperto il turno sabato, mentre è 1-1 tra Catania e Lazio, con Atzori, tecnico degli etnei, che ottiene il primo punto in A.
Si torna in campo mercoledì per il primo dei quattro turni infrasettimanali previsti.
 
La Serie A 2009/2010 su Wikipedia
Riccardo Marchese
postato da: RiccardoSS alle ore 18:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:calcio