E' quello che vogliono tifosi e opinionisti, pronti a riaccogliere Marcello Lippi, l'allenatore della vittoria mondiale in Germania.

Dalle colonne di questo blog due anni fa esternai tutta la mia perplessità al momento dell'ingaggio di Donadoni come ct.
La considerazione più semplice era relativa all' esperienza: due mezze stagioni in serie A, una in B e una in C, con due esoneri e con la totale assenza dai palcoscenici europei.
Quella riflessione sicuramente era giusta, il curriculum di Donadoni non aveva allora neppure i requisiti minimi per una candidatura, ma il momento era di emergenza e l'amico Albertini, ancor più del commissario Guido Rossi, fece quella scelta.
L'inizio fu disastroso: un'amichevole figuraccia contro i croati alla prima uscita da campioni del Mondo, il pari interno con la Lituania all'esordio ufficiale nelle qualificazioni all'Europeo e la sconfitta in Francia con tentativo di ringiovanimento della squadra mestamente fallito (allora restarono a casa Toni, Del Piero e Camoranesi, mentre furono titolari Semioli e Gilardino).
Da lì in poi una costante crescita: la qualificazione all'Europeo con un turno d'anticipo, il primo posto nel girone con la Francia messa dietro e lo spauracchio Scozia eliminato con la stupenda vittoria di Edimburgo, forse il punto più alto della gestione Donadoni.
Veniamo all'Europeo. Prima di partire per l'Austria e la Svizzera la Federcalcio annuncia l'accordo per il rinnovo del contratto del ct. Automatico a semifinali raggiunte, rescindibile da ambo le parti in casi di risultati diversi. L'Italia esce ai quarti, i calci di rigori con la Spagna sono ancora nella testa di tutti, e il contratto di Donadoni resta e resterà senza rinnovo.
Ancora una volta i rigori sulla sua strada: da giocatore aveva pagato dazio nella semifinale ad Italia '90 e nella finale mondiale ad Usa '94, ora gli errori di De Rossi e Di Natale gli costeranno il mondiale sudafricano.
Tutto sembra presagire infatti il ritorno di Marcello Lippi sulla panchina azzurra. Scaricare Donadoni non sarà difficile un po' per il nome del sostituto un po' per il malcontento generale che attraversa l'opinione pubblica.
Per tutti ha sbagliato Donadoni: tenendo De Rossi, Chiellini e Grosso fuori all'esordio, non sostituendo Toni, facendo giocare Aquilani, mettendo Del Piero come quinto rigorista... critiche più o meno giuste ma la parola che nessuno ha tirato fuori è sfortuna.
Rispetto al mondiale tedesco dove tutto ci andò bene in Austria&Svizzera abbiamo pagato una serie di episodi nefasti e decisivi come l'infortunio a Cannavaro, il fuorigioco non fischiato a Van Nistelrooy, quello fischiato a Toni, le squalifiche di Pirlo e Gattuso e i rigori che dopo dieci anni sono tornati a volerci male. In mezzo a tutto questo anche Donadoni meritava un'altra chance.
Riccardo Marchese