Alla fine è un trionfo per Hamilton, vince la gara, allunga a +12 su Alonso che a due gare dalla fine vuol dire titolo mondiale ormai in tasca. Il campione in carica spagnolo e la Ferrari sono invece dal lato dei delusi, in questo week end giapponese speravano di recuperare qualcosa, ma è stato un disastro.
QUANTI ERRORI Disastrosa anche la scelta della federazione di far partire la gara dietro la safety car sotto una pioggia torrenziale. I primi 20 giri passano così senza competizione, ma bastano alla Ferrari per rovinarsi il gran premio. La scelta del muretto è catastrofica, a prescindere dal giallo di un documento non controfirmato, che avrebbe obbligato tutti i team a partire con gomme da bagnato estremo. Invece sulle monoposto di Raikkonen e Massa sono montate gomme intermedie. Risultato: impossibile guidare e piloti del cavallino costretti a rientrare ai box per cambiare pneumatici. Quando si riparte, o meglio si parte con la gara vera, le rosse sono in coda. Gara in discesa per le McLaren, mentre Kimi ha il merito di provare la rimonta. La pioggia continua incessante e gli errori dei piloti sono numerosi ma spesso non hanno conseguenze per le vaste vie di fuga in cemento. Non è così per Alonso al 41° giro, lo spagnolo perde il controllo della vettura che si schianta contro un muretto. Nuovo ingresso della safety car che ricompatta il gruppo con Hamilton davanti a Webber (Red Bull), Vettel (Toro Rosso), Kovalainen (Renault) e le due Ferrari. Un disastro lo combina il giovane tedesco Vettel che in regime di safety car tampona il quasi compagno Webber (il gruppo Red Bull è proprietario anche della Toro Rosso).
EPILOGO Fino al traguardo si arriva senza scossoni, Massa risalito fino al terzo posto è richiamato ai box, chissà magari per lasciare strada a Raikkonen che chiude così sul podio ma non riesce nell'assalto alla seconda piazza occupata dal connazionale Kovalainen.
Hamilton sbanca e potrebbe diventare presto il primo esordiente a vincere il mondiale di Formula1.
Riccardo Marchese